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           Patto Territoriale dell'Appennino Parmense: 1° Fase (1999-2004)



Il Patto Territoriale dell’Appennino Parmense è stato avviato nel marzo del 1999 (su proposta della Provincia di Parma, della Camera di Commercio di Parma, delle Comunità Montane “Appennino Parma Est” e “Valli del Taro e del Ceno”), al fine di gestire, all’interno di un quadro strategico unitario e condiviso, le problematiche dell’area collinare e montana della provincia di Parma.

In particolare, si è voluto proseguire nel percorso di riequilibrio territoriale tra le aree depresse della montagna e quelle sviluppate della pianura, percorso intrapreso già dagli anni ’80 con i Piani Integrati Mediterranei e proseguito con il Programma Comunitario Leader II e con Obiettivo 5b.

Il Patto Territoriale ha rappresentato l’occasione per sperimentare un modello di governo del territorio non più centralizzato, bensì fondato sulla condivisione degli obiettivi di sviluppo, delle strategie di intervento e degli strumenti di gestione delle politiche. Momenti fondamentali di questo confronto tra istituzioni locali e forze socioeconomiche sono stati rappresentati dai Tavoli di Concertazione Tematica.

In sostanza, la proposta strategica del Patto Territoriale si è focalizzata sull’obiettivo generale di valorizzare e favorire l’integrazione tra le due aree (montana/collinare e pedemontana) per trasformare, in un’ottica di equilibrio, gli elementi di fragilità presenti in strumenti di sviluppo per l’intero territorio, creando in tal modo condizioni favorevoli per l’incremento della qualità della vita di cittadini ed operatori economici.

La prima fase di attuazione si è conclusa nel marzo 2004 ed ha prodotto un risultato di 44 progetti finanziati per un totale di investimenti pubblici e privati che sfiora i 50 milioni di euro, a fronte di un utilizzo di circa 9 milioni di euro di contributi. Da questa prima fase sono residuati dei fondi che verranno utilizzati, “rimodulati”, per ulteriori investimenti collegati alle priorità strategiche del territorio.

Questa nuova fase di Rimodulazione si concretizzerà nell’apertura di un nuovo bando pubblico di finanziamento che prevede due graduatorie separate: una riservata al settore manifatturiero, l’altra al turismo e ai servizi ad esso collegati.

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